Una boccata d’ossigeno… prima di tornare a valle

… con una macchina da corsa…

Ecco in una frase, quello che gli animatori Acr e Giovanissimi della nostra Parrocchia hanno vissuto e condiviso in una due giorni di fine Marzo sui colli euganei.

Nel percorso di accompagnamento, che come equipe di pastorale Giovanile stiamo proponendo al gruppo educatori, abbiamo previsto anche un’occasione per fermarsi e far alzare la testa dal “fare” che li coinvolge nelle loro attività; così, attraverso un confronto personale e con gli altri, hanno cercato di ritrovare e rinnovare le motivazioni che li spingono al loro servizio educativo.
Per camminare CON e PER i ragazzi della nostra comunità e le loro famiglie abbiamo bisogno di molto fiato; ecco che allora una pausa per ossigenarsi diventa fondamentale.

Il resto lo hanno fatto loro: i nostri educatori.

Proprio così, perché hanno scelto di esserci e di mettersi in gioco, lasciandosi coinvolgere nelle attività e nelle proposte ricevute, prima come giovani che vivono la quotidianità attraverso i loro punti forza e le loro debolezze; poi riversando questa loro dimensione di giovani, nella scelta di essere degli educatori e quindi nei confronti ragazzi che incontrano.

E’ stata una vera ricchezza vedere il desiderio e l’impegno, di interrogarsi sulle motivazioni che li spingono a vivere questa scelta di servizio nella comunità, e a confrontarsi sul fatto che queste non possono essere frutto di un emozione temporanea, ma di un cammino di crescita che va alimentato costantemente.

E’ quindi attraverso una mattinata di dialogo su dono di sé, responsabilità, rapporto personale con Cristo e il vivere la propria chiesa/comunità che è emerso ancora di più che essere educatori deve rispondere ad una vera scelta.
Non bastano queste poche righe per trasmettere tutto quello che si è vissuto, detto e condiviso; un immagine però vogliamo lasciarla.

E’ l’immagine del ricordo che abbiamo consegnato anche agli animatori presenti: una macchina da corsa. Proprio così, perché anche lei per correre ha bisogno di:
1)    un bravo pilota;
2)    scorte di carburante;
3)    una pista dove poter correre.

I piloti sono sicuramente gli educatori, che scelgono di mettersi alla guida di una macchina da corsa rappresentata dai ragazzi; loro dovranno poi investire sulla formazione, su entusiasmo, sulle loro motivazioni e sulla loro fede. Questi costituiscono il carburante che alimenta il motore.

Ed infine la pista, che non può che essere la Comunità Parrocchiale.

Comunità dove dobbiamo sentirci tutti coinvolti, affinché gli educatori si sentano sempre parte di una grande famiglia che li sostiene e li riconosce nel loro ruolo educativo con i ragazzi anche nei momenti di difficoltà; una famiglia dove scelgono di riversare il loro servizio, le loro energie, e luogo dove cercano e desiderano ancora trovare una comunità viva, dalla quale sentono di aver ricevuto molto nel loro cammino di crescita.

Abbiamo sicuramente molta strada da percorrere, ma boccate d’ossigeno come questa, ci aiuteranno a non rimanere mai senza fiato!

Equipe pastorale giovanile:
Alessandro, Chiara, Nicoletta e Rudi

Joomla templates by a4joomla