Animazione Liturgica

In questo 2013 noi Lettori festeggiamo il decimo anniversario della formazione del Gruppo di Animazione Liturgica. E’ un avvenimento da non sottovalutare, ma, al contrario, ci stimola ad andare avanti, progredire e, anche, ad ampliare il nostro Gruppo e le mete verso cui il gruppo vuole tendere.

Nel corso di questo decennio, il Gruppo ha visto avvicendarsi tra le sue file molte persone, alcune solo per qualche tempo ed altre sempre presenti. Sono stati raggiunti traguardi consistenti, con una consistenza numerica che è arrivata a sfiorare i quaranta elementi. Attualmente, il Gruppo si è stabilizzato attorno a venti-ventidue persone. Sembrerebbe che quest’ultimo sia un numero più che considerevole per il servizio che esso è destinato a svolgere, ma la realtà è un po’ diversa, poiché si tratta, in molto casi, di persone non più in giovanissima età. Quello che ci vorrebbe è un avvicendamento generazionale perché si possa parlare di una continuità nel tempo.

Io credo che far parte di un  gruppo come quello dei Lettori sia molto stimolante e bello, in quanto la finalità per cui esso esiste è quella di proclamare la Parola del Signore, di portarla all’attenzione delle assemblee liturgiche, di far sentire a chi ci ascolta quanto essa è bella e importante. Non si tratta di una semplice lettura o di una declamazione di un testo, ma di dare vita e forza a quanto il Signore ha detto e fatto per noi dall’inizio del mondo. E’ per questo che mi meraviglio molto quando propongo a qualche persona (solitamente scelgo persone giovani) di unirsi a noi, mi sento rispondere che è una cosa impegnativa, non se la sente di affrontare la gente, non è brava a leggere, ecc. Tutto questo mi dà l’impressione che si cerchi un alibi per non impegnarsi in una cosa che è soltanto bella e gratificante.

Per questo torno a rinnovare la mia richiesta di volersi aprire un poco anche verso i fratelli e aderire alla gioia di far partecipi tutti della Parola di Dio. Non abbiate paura, non vi è alcun motivo per non impegnarsi a favore dei fratelli.

Armando


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