Non serve contarci

se non ripartiamo da dove è tutto cominciato...
 Ogni giorno dovremmo ripartire da dove tutto è cominciato: dalla Pasqua di Gesù Cristo. Come comunità cristiana in questi ultimi tempi ci siamo contati tante volte. Non sono mancate, e non mancano, le statistiche sulla frequentazione dei cristiani alle pratiche religiose, in particolare, all’eucarestia domenicale, sulla capacità di interessare i giovani alla proposta cristiana. Ai dati si aggiungono, ovviamente, la ricerca della cause sulla disaffezione alla vita della Chiesa e delle  comunità parrocchiali e non mancano i suggerimenti per migliorare le cose. Di sicuro, le proposte di sinodi  (letteralmente: camminare insieme), a livello diocesano, nazionale e di tutta la chiesa, rappresentano il proposito di mettersi in ascolto gli uni degli altri, la volontà di capire ciò che l’attuale cambiamento epocale chiede alla Chiesa e ai credenti, l’impegno comunitario nel saper leggere i segni dei tempi. E’, infatti,  più che mai attuale,  e chiede una rinnovata attenzione all’ascolto,  ciò che veniva ben espresso nel proemio dell’ultimo documento del Vaticano II: “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore”.

Il Cristianesimo esiste ancora?

Cito due libri per introdurre queste note su di un problema di scottante attualità, soprattutto in questa fase della pandemia da corona-virus, che sembra stia passando, (ma non così velocemente come vorremmo).
Il primo è del benedettino francese Adrien Candiard, da poco pubblicato sotto il titolo “La cristianità è morta, davvero morta. La speranza di vedere il mondo intero, grazie allo sforzo dei missionari, vivere un poco alla volta al nostro ritmo – battesimo, prima comunione, cresima, matrimonio, funerale cristiano – ha bruscamente deragliato. Noi credevamo che questa fosse la volontà di Dio e che potevamo viverlo al suo passo con cuore fiducioso. Ed ecco che si è fermato.”

Fai anche tu il ministrante!

Io faccio il ministrante da un po' di anni ormai; ho cominciato in quinta elementare e ancora adesso continuo ad aiutare Don Giovanni con le celebrazioni.
Quando ero ancora alle elementari andavo a messa tutte le domeniche ma mi annoiava e non mi piaceva tanto stare seduto sui banchi a non fare niente. Tuttavia ho cominciato ad interessarmi al servizio dei ministranti, forse anche perché mia sorella faceva la ministrante, e così, diventato ministrante, cominciai a partecipare alla messa con più interesse proprio perché vedevo la messa da un'altra prospettiva.

L’esigenza di relazioni autentiche e fraterne

Dai Gruppi di Ascolto per il Sinodo
Il cammino del Sinodo diocesano della Chiesa di Padova è arrivato alla fine della fase preparatoria: anche la nostra parrocchia ha ospitato gli Spazi di dialogo dove, grazie alla disponibilità di alcuni facilitatori (a cui va il nostro ringraziamento), circa una quarantina di persone divise in cinque gruppetti si sono ritrovate per dialogare sui punti di rottura e i germogli di bene nel contesto personale e sociale, e sulla visione di Chiesa che sogniamo. Il frutto di questi incontri, svolti nelle parrocchie e conclusi a gennaio, è la base di partenza del lavoro del Sinodo diocesano, con lo scopo di comprendere meglio la realtà attuale per rimanere fedeli al Vangelo e alla Missione di Gesù attraverso i tempi nuovi.

Comunità di relazioni come cura del narcisismo diffuso…

Una esperienza da facilitatori nella nostra parrocchia
Ho accolto con piacere di svolgere la funzione di facilitatore per conto della Parrocchia, su mandato della nostra Diocesi in vista del Sinodo Diocesano. Una posizione interessante per facilitare le narrazioni degli amici parrocchiani invitati a dialogare sul futuro della nostra Chiesa Padovana e non solo.  Un’ottima occasione d’incontro – dopo un periodo avaro di contatti – per riflettere e capire come viviamo la Chiesa oggi ma soprattutto raccogliere idee ed intuizioni per quella che verrà.

Un impegno che è un dono

Ancora sull’esperienza dei facilitatori
Quando ci hanno proposto se potevamo fare i facilitatori, all’inizio l’abbiamo colto come (aiuto!) un ulteriore impegno. Invece si è rivelato un duplice dono: il primo è stato l’opportunità di partecipare ai corsi di formazione diocesani, molto ben fatti, che ci hanno arricchito nella scoperta di questa nuova proposta della Chiesa padovana in sintonia con quanto fortemente voluto da Papa Francesco: un Sinodo Universale per riscoprire la bellezza di camminare insieme, dove è importante l’apporto di ognuno.

Continua il dialogo tra un giovane e il suo parroco

Questa volta si confrontano commentando un articolo dello scrittore Alessandro D'Avenia sul "battesimo" di Achille Lauro a Sanremo

Il commento di Alessandro D’Avenia in merito al battesimo di Achille Lauro sul palco di Sanremo offre certamente interessanti spunti di riflessione. Pur concordando pienamente sulla profanità del gesto del cantante, e lodando l’introduzione sulla vita eterna, mi sento in dovere muovere una critica verso la riflessione dello scrittore palermitano.
Egli, nel descrivere il fatto di aver ricevuto il battesimo pochi giorni dopo la nascita, fa coincidere la ricezione del sacramento con il dono della fede. Afferma infatti che, nel momento in cui ha ricevuto il battesimo, ha aperto un conto a credito illimitato, che con i successivi sacramenti ha semplicemente dovuto riconfermare.

Parrocchia della Natività della Beata Vergine Maria in Stra (VE)

 

Parroco - Don Giovanni Battista Toniolo

email gbtoniolo@micso.net 

Telefono e fax +39 049 504352

Canonica - Strada dei Cento Anni, 2 - 30039 Stra (VE)

Centro Parrocchiale - Via Fossolovara - 30039 Stra (VE)

 

 

Caritas Parrocchiale - Telefono +39 348 1617117


Circolo Fossolovara - NOI Associazione

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Sito web - email sitoweb@parrocchiadistra.it

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