Palestina - Per conoscere Gesù bisogna conoscere la sua terra

Al tempo dell’Imperatore Cesare Augusto la Palestina faceva parte della provincia di Siria. Considerata dai romani uno stato “cuscinetto”, le era stato concesso il Re, naturalmente, gradito a Roma. A regnare al tempo dell’inizio della storia di Gesù era Erode il Grande. Quest’ultimo si fece odiare dal Popolo non soltanto per non essere ebreo, ma per la sua crudeltà.
E’ lui,  temendo di essere spodestato, ad ordinare la “Strage degli Innocenti” per liberarsi di questo bimbo che i maghi astrologi, arrivati da Terre lontane, chiamano Re dei Giudei.

Amministrativamente a controllare la Palestina erano tre grandi gruppi: i Sommi Sacerdoti, gli Anziani e gli Scribi che, insieme, formavano il Sinedrio.
Religiosamente gli Ebrei erano divisi in vari gruppi giudaici, tra cui spiccano i Sadducei, i Farisei, gli Esseni e gli Zeloti, seguaci di Giuda, il Galileo.
I Farisei, molto presenti nella prima parte della vita di Gesù, insieme agli Scribi, erano le vere guide del popolo, coordinavano scuole catechetiche, fedeli custodi della Legge di Mosè e della tradizione e credevano nella resurrezione dai morti. Di loro farà parte Saulo, san Paolo.
Nella seconda parte della vita di Gesù entrano in scena i Sadducei, questi, di stirpe nobile - tra loro veniva scelto il Sommo Sacerdote - non ammettevano, di contro, la resurrezione dai morti, erano molto osservatori della Legge di Mosè, ma non tenevano in conto la Tradizione.
Gli Esseni erano una comunità monastica, contemplativa; vivevano separati, in simil eremitaggio, dal resto del popolo.
Infine, i Farisei avevano un’ala estrema, per così dire, che legittimava l’uso della violenza per far trionfare il Regno di Dio: gli Zeloti, di cui farà parte anche Giuda Iscariota.
Nella Valle del Giordano vi erano, poi, molti movimenti battisti che si facevano promotori di una forte conversione. Tra questi predicatori emerge la figura di Giovanni il Battista, cugino di Gesù, che nel promuovere la conversione annuncia che il Regno di Dio è vicino.
Insomma, Gesù nasce in una Palestina estremamente frastagliata dal punto di vista socio religioso, anche se tutto il popolo ebraico viveva sentimenti di forte attesa del Messia.
Il Popolo viveva sempre peggio la sudditanza a Roma e, ricordando che il Volto di Dio era stato quello del Liberatore dalla schiavitù in terra d’Egitto, sperava e desiderava la venuta del Messia che, a sua volta, li avrebbe liberati dalle sofferenze attuali.
Vi era, quindi, una forte spinta in questo senso, una forte attesa messianica, ma non intesa in senso univoco. Gesù non farà parte di nessuno di tali movimenti religiosi e comparirà, in questo scenario, sulle rive del Giordano, dove più forte era l’attesa. Nel 754 dalla fondazione di Roma, a Betlemme, nasce un bambino ebreo, della casa di Davide e la Storia dell’Umanità e di ognuno di noi cambierà per sempre.

Maria Nelly


 


Stampa   Email